Lavorare con il primo senatore mutante nella storia del Congresso era un onore. Lei credeva ardentemente nella causa dell’integrazione. E quale miglior posizione, per mettere in pratica il suo ideale, di quella che attualmente occupava, braccio destro dell’onorevole Jacobsen? La senatrice l’affascinava: mezza santa, mezza guerriera, e completamente enigmatica dietro l’impenetrabile scudo di quegli occhi d’oro. Andie ammirava Eleanor Jacobsen con una intensità che sfiorava l’adulazione. Scrollandosi di dosso lo scoraggiamento che per qualche istante l’aveva attanagliata, premette il pulsante dell’interfono. Bisognava che la senatrice venisse informata di quella bomba.


«È una scadenza assolutamente inaccettabile, signor McLeod. Lei sa bene quanto me che non possiamo costruire e rendere operativo un generatore Brayton a ciclo chiuso in meno di sei mesi. No, neanche a parlarne.» La voce di James Ryton si levò alta e decisa nella sala conferenze.

Nonostante l’irritazione che lo pervadeva, Bill McLeod si mostrò impassibile. Non posso mandare all’aria l’affare proprio ora, pensava, dopo tutto il tempo che mi ci è voluto per organizzare la trattativa! Si ripeté che il suo incarico di consulente presso la NASA costituiva uno dei lavori più favorevoli che si potessero immaginare. Non erano molti gli ex piloti dell’aeronautica militare che godessero del suo prestigio. Ma cosa non avrebbe dato, in quel preciso momento, pur di starsene a casa in panciolle, o magari trovarsi alla pista, a trafficare con il suo vecchio Cessna superleggero! C’era quell’alettone che aveva proprio bisogno di una bella smerigliata… Cercando di guadagnare tempo per riflettere, mandò giù un sorso di caffè freddo e si asciugò i baffi con un tovagliolino.

Ryton era un avversario tenace. E quell’altezzoso atteggiamento da mutante non favoriva certo i contatti. Pareva quasi che gli avesse fatto un favore anche solo presentandosi all’incontro. Fatto sta che il gruppo di Ryton disponeva dei migliori ingegneri delle trasmissioni reperibili in tutto l’emisfero. Ce n’erano di più in gamba a Tokyo e Leningrado, ma Ryton deteneva il pregio innegabile di trovarsi a portata di mano. McLeod, o piuttosto il governo, aveva assoluto bisogno di lui per il progetto del collettore solare. E Ryton ne era perfettamente consapevole.



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